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I crediti nella disciplina contabile: principi codicistici e principi contabili internazionali

Chiara Crovini

PAROLE CHIAVE: disciplina contabile

Sommario:

1. Introduzione - 2. Nuova disciplina codicistica - ESEMPIO 1 - ESEMPIO 2 - 3. Cenni alla disciplina contabile internazionale - Bibliografia


1. Introduzione

La direttiva 2013/34/UE ha abrogato la IV e la VII Direttiva in tema di bilancio d’esercizio e bilancio consolidato. Il nostro legislatore ha recepito le nuove disposizioni con il d.lgs. 4 settembre 2015, n. 139, che ha dispiegato i suoi effetti a partire dal 1° gennaio 2016.

Il Decreto ha introdotto significative modifiche negli schemi di bilancio, ha reso obbligatoria la predisposizione del rendiconto finanziario tra i prospetti contabili, ha inserito il nuovo art. 2435-ter c.c. sul bilancio delle micro-im­prese, ha modificato i criteri di redazione del bilancio e i criteri di valutazione di alcune poste di bilancio.

Con riferimento a quest’ultimo aspetto, una delle novità più rilevanti è stata l’introduzione del criterio del costo ammortizzato e dell’attualizzazione per la valutazione dei crediti, debiti e titoli.

Le modifiche al Codice Civile però, come stabilito dall’art. 12 del presente decreto, devono essere coordinate con opportune modifiche nei principi contabili. Ecco quindi che l’Organismo Italiano di Contabilità (OIC) ha avviato un nuovo processo di revisione dei principi contabili nazionali che presumibilmente dovrà terminare entro luglio 2016.

I primi documenti revisionati sono per l’appunto l’OIC 15 (I crediti) e l’OIC 19 (I debiti). Tali principi sono stati pubblicati in bozza per la libera consultazione il 7 marzo 2016.

La nuova versione dell’OIC 15 recepisce l’introduzione del criterio di valutazione del costo ammortizzato, le novità in tema di attualizzazione dei crediti, di schemi di stato patrimoniale e di conto economico, oltre a riordinare la forma della trattazione ove necessario in relazione alle novità e a un miglior coordinamento con le disposizioni degli altri principi contabili nazionali OIC.

Con riferimento ai crediti di natura commerciale tipicamente a breve termine e senza significativi costi di transazione, il presente principio contabile non produce cambiamenti rispetto alle precedenti prassi.

Per quanto riguarda i crediti di natura finanziaria, possono prodursi effetti per quelli di medio-lungo termine con costi di transazione di importo rilevante oppure senza corresponsione di interessi, o con interessi significativamente diversi dai tassi di interesse di mercato.

Rispetto alla versione precedente di giugno 2014, il nuovo principio ha dovuto anche predisporre delle sezioni per il trattamento contabile dei crediti nei bilanci redatti in forma abbreviata ai sensi dell’art. 2435-bis c.c. e per i bilanci delle micro-imprese, ai sensi dell’art. 2435-ter c.c.


2. Nuova disciplina codicistica

2.1. Definizioni

La bozza del nuovo principio contabile nazionale OIC 15 ha ampliato e arricchito i paragrafi inerenti le definizioni rispetto alla precedente versione di giugno 2014 (parr. 4-12) e ha inoltre riportato le definizioni tratte dai principi contabili internazionali, dal momento che l’art. 2426, comma 2 esplicitamente fa riferimento ad essi.

E, in particolare:

– il valore nominale di un credito è l’ammontare, definito contrattualmente, che si ha diritto di esigere;

– il tasso di interesse nominale di un credito è il tasso di interesse contrattuale che, applicato al suo valore nominale, consente di determinare i flussi finanziari costituiti da interessi attivi nominali lungo la durata del credito;

– l’attualizzazione, sotto il profilo finanziario, è il processo che consente, tramite l’applicazione di un tasso di sconto, di determinare il valore ad oggi di flussi finanziari che saranno incassati in una o più date future. L’attualiz­zazione è prevista dall’art. 2426, comma 1, n. 8, laddove si richiede che la valutazione dei crediti tenga conto anche del “fattore temporale” nel caso in cui, al momento della rilevazione iniziale, il tasso di interesse effettivo risulta significativamente diverso da quello di mercato;

– il tasso di interesse di mercato è il tasso che sarebbe stato applicato se due parti indipendenti avessero negoziato un’operazione similare con termini e condizioni comparabili con quella oggetto di esame che ha generato il credito;

– il costo ammortizzato di un’attività o passività finanziaria è il valore a cui l’attività o la passività finanziaria è stata valutata al momento della rilevazione iniziale al netto dei rimborsi di capitale, aumentato o diminuito dall’am­mortamento cumulato utilizzando il criterio dell’interesse effettivo su qualsiasi differenza tra il valore iniziale e quello a scadenza e dedotta qualsiasi riduzione (operata direttamente o attraverso l’uso di un accantonamento) a seguito di una riduzione di valore o di irrecuperabilità;

– il criterio dell’interesse effettivo è un metodo di calcolo del costo ammortizzato di un’attività o passività finanziaria (o gruppo di attività o passività finanziarie) e di ripartizione degli interessi attivi o passivi lungo il relativo periodo;

– il tasso di interesse effettivo è il tasso che attualizza esattamente i pagamenti o gli incassi futuri stimati lungo la vita attesa dello strumento finanziario o, ove opportuno, un periodo più breve al valore contabile netto dell’at­tività o passività finanziaria. Quando si calcola il tasso di interesse effettivo, un’entità deve valutare i flussi finanziari tenendo in considerazione tutti i termini contrattuali dello strumento finanziario (per esempio, il pagamento anticipato, un’opzione call e simili), ma non deve considerare perdite future su crediti. Il calcolo include tutti gli oneri e punti base pagati o ricevuti tra le parti di un contratto che sono parte integrante del tasso di interesse effettivo, i costi di transazione e tutti gli altri premi o sconti. Si presume che i flussi finanziari e la vita attesa di un gruppo di strumenti finanziari similari possano essere valutati in modo attendibile. Tuttavia, in quei rari casi in cui non è possibile determinare in modo attendibile i flussi finanziari o la vita attesa di uno strumento finanziario (o gruppo di strumenti finanziari), l’entità deve utilizzare i flussi finanziari contrattuali per tutta la durata del contratto dello stesso;

– i costi di transazione sono costi marginali direttamente attribuibili all’ac­quisizione, all’emissione o alla dismissione di un’attività o di una passività finanziaria. Un costo marginale è un costo che non sarebbe stato sostenuto se l’entità non avesse acquisito, emesso o dismesso lo strumento finanziario.

2.2. Prima applicazione del costo ammortizzato e dell’attualizzazione

Le novità introdotte dal d.lgs. n. 139/2015 si applicano a partire dal 1° gennaio 2016, pertanto anche la nuova versione dell’OIC 15 si applica ai bilanci con esercizio avente inizio a partire dal 1° gennaio 2016 o da data successiva.

Tuttavia, bisogna sottolineare che il nuovo criterio del costo ammortizzato e l’attualizzazione dei crediti, secondo le disposizioni dell’art. 12, comma 2, del Decreto Bilanci, possono non essere applicati ai crediti iscritti in bilancio antecedentemente, cioè già iscritti al 31 dicembre 2015. Conseguentemente, se si esercita tale facoltà, la società applica il costo ammortizzato esclusivamente ai crediti sorti successivamente al 1° gennaio 2016 e bisognerà fornire le necessarie informazioni in nota integrativa.

Se, invece, la società decide di adottare il criterio del costo ammortizzato e l’attualizzazione, questi devono essere applicati a tutti i crediti iscritti in bilancio, anche a quelli già presenti nel bilancio chiuso al 31 dicembre 2015. In questo caso, tali criteri dovranno essere applicati retroattivamente, come se la nuova disciplina avesse da sempre dispiegato i suoi effetti.

La differenza tra il valore del credito iscritto nel bilancio dell’esercizio precedente (nella normalità dei casi 31 dicembre 2015) e il valore del credito calcolato al costo ammortizzato (ed eventualmente attualizzato) all’inizio dell’e­sercizio di prima applicazione di questa disciplina (1° gennaio 2016) è imputata agli utili (perdite) portati a nuovo del patrimonio netto, al netto dell’effetto fiscale, in quanto rappresenta l’effetto cumulato dell’applicazione retroattiva delle nuove disposizioni.

Gli effetti sorti nel corso dell’esercizio, invece, sono imputati al conto economico dell’esercizio in corso.

Indipendentemente dalla scelta effettuata, ai sensi dell’art. 2423-ter, comma 5, c.c., bisogna fornire l’informativa comparativa relativa all’esercizio precedente. Se le voci non sono comparabili, quelle relative all’esercizio precedente devono essere adattate, altrimenti la non comparabilità e l’impossibilità di adattamento devono essere riportati nella nota integrativa.

2.3 Rilevazione iniziale

L’OIC 15, dopo aver ribadito che per poter iscrivere i crediti derivanti da operazioni di vendita di beni è necessario che il processo produttivo sia completato e che si sia verificato il passaggio sostanziale del titolo di proprietà, mentre per i servizi il requisito richiesto per la rilevazione è l’ultimazione della prestazione, passa a trattare della rilevazione iniziale nell’ambito del bilancio redatto in forma ordinaria e in forma abbreviata.

Per quanto concerne la rilevazione iniziale dei crediti valutati al costo ammortizzato, il valore di iscrizione iniziale è rappresentato dal valore nominale del credito, al netto di tutti i premi, gli sconti, gli abbuoni ed inclusivo degli eventuali costi relativi alla transazione che ha generato il credito.

I costi di transazione (ad eccezione di quelli previsti per una futura cessione del credito), le eventuali commissioni attive e passive e ogni differenza tra valore iniziale e valore nominale a scadenza sono inclusi nel calcolo del costo ammortizzato utilizzando il criterio dell’interesse effettivo, che implica che essi siano ammortizzati lungo la durata attesa del credito.

Il tasso di interesse effettivo è il tasso interno di rendimento, calcolato al momento della rilevazione iniziale e costante lungo la durata del credito, che rende uguale il valore attuale dei flussi finanziari futuri derivanti dal credito e il suo valore di rilevazione iniziale.

I flussi finanziari futuri utili al calcolo del tasso di interesse effettivo sono determinati tenendo in considerazione tutti i termini contrattuali della transazione, incluse le scadenze previste di incasso e pagamento, la natura dei flussi finanziari (capitale o interessi) e la probabilità che l’incasso o il pagamento anticipato si verifichi quando contrattualmente è previsto. Non si tiene conto invece delle perdite e delle svalutazioni future dei crediti, salvo il caso in cui le perdite siano riflesse nel valore iniziale di iscrizione del credito, in quanto acquistato ad un prezzo che tenga conto delle perdite stimate per inesigibilità.

Il criterio del costo ammortizzato può non essere applicato qualora gli effetti siano irrilevanti, ai sensi dell’art. 2423, comma 4, c.c., rispetto al valore determinato in base al criterio del costo ammortizzato.

La bozza in consultazione dell’OIC 15 introduce una presunzione di irrilevanza per tutti i crediti a breve termine (ossia con scadenza inferiore ai 12 mesi) o se i costi di transazione, le commissioni e ogni altra differenza tra valore iniziale e valore a scadenza siano di scarso rilievo. In tal caso la società applicherà la disciplina prevista nell’ambito di società che redigono il bilancio in forma abbreviata o nell’ambito delle micro-imprese.

L’art. 2426, comma 1, n. 8 stabilisce che bisogna anche tenere conto del fattore temporale nella valutazione dei crediti.

In sede di rilevazione iniziale si deve confrontare il tasso di interesse effettivo con il tasso di interesse di mercato, che è il tasso che sarebbe stato applicato se due parti indipendenti avessero negoziato un’operazione similare di finanziamento con termini e altre condizioni comparabili a quella oggetto di esame.

Se il tasso di interesse effettivo risulta significativamente diverso dal tasso di interesse di mercato, per determinare il valore iniziale del credito, è necessario attualizzare i flussi finanziari futuri derivanti dal credito con il summenzionato tasso di mercato.

Ad eccezione del caso in cui contrattualmente sia stato fissato un tasso di interesse variabile, il tasso di interesse effettivo determinato in sede di rilevazione iniziale non viene aggiornato.

Anche per l’attualizzazione, l’OIC 15 in bozza stabilisce che può non essere applicata se gli effetti sono irrilevanti rispetto al valore non attualizzato, ai sensi dell’art. 2423, comma 4, c.c. L’irrilevanza si può presentare nel caso in cui il tasso di interesse effettivo non si discosta significativamente dal tasso di interesse di mercato e nel caso di crediti a breve termine.

Per i crediti commerciali con scadenza oltre i 12 mesi, senza corresponsione di interessi, o con interessi significativamente diversi dai tassi diinteresse di mercato, la rilevazione iniziale è operata utilizzando il tasso di interesse di mercato. La differenza tra valore attualizzato e valore a termine deve essere rilevata a conto economico come provento finanziario lungo la durata del credito, utilizzando il criterio del tasso di interesse effettivo.

Nel caso dei crediti finanziari, la differenza tra il valore del costo ammortizzato iniziale calcolato senza considerare l’effetto dell’attualizzazione e il valore di rilevazione iniziale pari al valore attuale del credito è rilevata tra gli oneri finanziari del conto economico nella voce C17, salvo diversa natura della componente.

Per quanto riguarda la valutazione iniziale nel bilancio redatto in forma abbreviata redatto ai sensi dell’art. 2435-bis c.c. e nel bilancio delle micro-imprese redatto ai sensi dell’art. 2435-ter c.c., i crediti possono essere valutati al valore di presumibile realizzo. Pertanto la rilevazione iniziale del credito è effettuata al valore nominale al netto dei premi, degli sconti, degli abbuoni previsti contrattualmente o comunque concessi.

In questo caso i costi di transazione iniziali sono rilevati tra i risconti attivi nella classe D dell’attivo dello stato patrimoniale.

2.4. Rilevazioni successive

La bozza in consultazione dell’OIC 15, pubblicata il 7 marzo 2016, ha dovuto anche adeguare il trattamento contabile dei crediti al momento della redazione del bilancio.

In tale sede il valore dei crediti valutati al costo ammortizzato è pari al valore attuale dei flussi finanziari futuri scontati al tasso di interesse effettivo.

Per poter determinare il valore dei crediti da iscrivere in bilancio il procedimento è il seguente:

a) si determina l’ammontare degli interessi calcolati con il criterio del tasso di interesse effettivo sul valore contabile del credito al momento della rilevazione iniziale;

b) si aggiunge l’ammontare degli interessi così ottenuto al precedente valore contabile del credito;

c) si devono sottrarre gli incassi per interessi e capitale intervenuti nel periodo;

d) si portano in diminuzione del valore le svalutazioni al valore di presumibile realizzo e le perdite su crediti.

Se, successivamente alla rilevazione iniziale, la società rivede le proprie stime di flussi finanziari futuri, dovrà necessariamente rettificare il valore contabile del credito per riflettere i rideterminati flussi finanziari stimati. La società ricalcola il valore contabile del credito alla data di revisione della stima dei flussi finanziari attualizzando i rideterminati flussi finanziari al tasso di interesse effettivo calcolato in sede di rilevazione iniziale. La differenza tra il valore attuale rideterminato del credito alla data di revisione della stima dei flussi finanziari futuri e il suo precedente valore contabile alla stessa data è rilevata a conto economico negli oneri o nei proventi finanziari.

Quando il tasso di interesse nominale contrattuale è variabile e parametrato ai tassi di mercato, i flussi finanziari futuri sono rideterminati periodicamente per riflettere le variazioni dei tassi di interesse di mercato e, conseguentemente, il tasso di interesse effettivo deve essere ricalcolato.

Caso diverso invece per i contratti con clausole di “step-up” o di “step-down”, per i quali non è necessario ricalcolare il tasso di interesse effettivo.

Gli sconti e gli abbuoni di natura finanziaria, che non hanno concorso alla determinazione del costo ammortizzato, sono rilevati al momento dell’incasso come oneri di natura finanziaria.

Per quanto riguarda le valutazioni da operare nei bilanci redatti in forma abbreviata ai sensi dell’art. 2435-bis c.c. e nei bilanci delle micro-imprese, ai sensi dell’art. 2435-ter c.c., i crediti possono essere valutati al valore di presumibile realizzo. Pertanto la valutazione successiva del credito è effettuata al valore nominale, aumentato degli interessi calcolati al tasso di interesse nominale, dedotti gli incassi ricevuti per capitale e interessi e al netto delle svalutazioni stimate e delle perdite su crediti.

Anche in questo caso gli sconti e gli abbuoni di natura finanziaria vanno rilevati al momento dell’incasso in qualità di oneri di natura finanziaria.

I costi di transazione iniziali invece, rilevati tra i risconti attivi, devono essere ammortizzati a quote costanti lungo la durata del credito a rettifica degli interessi attivi nominali.

2.5. Svalutazioni e ripristino del valore

Rispetto alla disciplina contabile internazionale, che non prevede la necessità di stanziare fondi svalutazione crediti a rettifica del saldo attivo di bilancio, la disciplina codicistica nazionale, anche a seguito delle recenti modifiche, ribadisce che i crediti devono essere rappresentati in bilancio al netto delle relative poste rettificative.

Ragion per cui, è necessario valutare se il credito abbia perso valore e monitorare se sussistono indicatori che fanno presumere ciò.

Tale verifica è effettuata per ogni singolo credito in presenza di un numero limitato di crediti. Se invece i crediti sono numerosi e individualmente non significativi, tale verifica può essere effettuata a livello di portafoglio crediti, i quali vengono raggruppati sulla base di caratteristiche di rischio di credito simili.

L’importo della svalutazione alla data di bilancio è pari alla differenza tra il valore contabile e il valore dei flussi finanziari futuri stimati, ridotti degli importi che si prevede di non incassare, attualizzato al tasso di interesse effettivo calcolato in sede di rilevazione iniziale. L’importo della svalutazione va poi rilevato nelle apposite voci di conto economico (B10d) per i crediti compresi nell’attivo circolante o D19b) se i crediti sono iscritti tra le immobilizzazioni).

Se, in esercizi successivi, le ragioni che avevano comportato la contabilizzazione di una svalutazione vengono meno in tutto o in parte, la svalutazione deve essere stornata. Il ripristino di valore del credito deve essere effettuato fino a un valore del credito che si sarebbe avuto se la svalutazione non fosse mai stata rilevata.

Nell’ambito dei bilanci redatti in forma abbreviata o dei bilanci delle micro-imprese, i crediti sono iscritti al loro valore nominale al netto dell’importo della svalutazione. Anche in questo caso l’importo della svalutazione deve essere rilevato in conto economico. Se, in un esercizio successivo, le ragioni che in precedenza avevano comportato la contabilizzazione di una svalutazione vengono meno in tutto o in parte, il ripristino di valore del credito non deve determinare un valore del credito superiore a quello che si sarebbe avuto se la svalutazione non fosse mai stata rilevata.

2.6. Cancellazione dei crediti dal bilancio

Già nella versione di giugno 2014, l’OIC 15 aveva inserito una nuova sezione riguardante la cancellazione dei crediti dal bilancio, in cui la cancellazione viene prevista solo nel caso di operazioni che trasferiscono sostanzialmente tutti i rischi inerenti al credito oggetto di smobilizzo. Salvo casi eccezionali, il principio contabile nazionale sottolinea che il trasferimento dei rischi comporta altresì il trasferimento dei benefici inerenti il credito.

I crediti possono essere altresì cancellati quando i diritti contrattuali sui flussi finanziari derivanti dal credito si estinguono (parzialmente o totalmente).

La bozza in consultazione del nuovo OIC 15 prevede un nuovo paragrafo che stabilisce che “i diritti contrattuali si estinguono per pagamento, prescrizione, transazione, rinuncia al credito, rettifiche di fatturazione e ogni altro evento che fa venire meno il diritto ad esigere determinati ammontari di disponibilità liquide, o beni/servizi di valore equivalente, da clienti o da altri soggetti” (par. 70).

Qualora rimangano in capo al cedente taluni rischi minimali, potrebbe essere necessario, se ricorrono le condizioni previste dall’OIC 31 (Fondi per rischi e oneri e Trattamento di Fine Rapporto), effettuare un apposito accantonamento.

2.7. Esempi di applicazione del costo ammortizzato

L’Appendice B della bozza in consultazione dell’OIC 15 riporta alcuni esempi di applicazione del criterio del costo ammortizzato.

Di seguito si ripropongono a titolo esplicativo due casistiche già predisposte dal principio contabile, ma modificate in questa sede per poter comprendere al meglio il funzionamento di tale criterio. La prima casistica è relativa ai crediti commerciali con scadenza oltre i 12 mesi e la seconda riporta un esempio con i crediti finanziari (finanziamenti attivi a tasso fisso).


ESEMPIO 1

Crediti commerciali con scadenza superiore a 12 mesi valutati secondo il criterio del costo ammortizzato e soggetti ad attualizzazione

IL CASO

Il 1° gennaio 20X0 la società vende una partita di merci all’ingrosso per € 1.000. Non vi sono costi di transazione. Generalmente le condizioni di vendita praticate dalla società, in linea con la prassi di settore, prevedono l’incasso dei crediti verso clienti grossisti a “90 giorni fine mese data fattura”. In questo caso, per venire incontro alle esigenze finanziarie del cliente, la società vende le merci con condizioni di incasso dilazionato a 24 mesi, con incassi semestrali di € 250 e:

1a) senza prevedere l’applicazione di un tasso di interesse esplicito;

1b) con l’applicazione di un interesse di dilazione al tasso nominale esplicito semestrale posticipato dell’1% (senza attualizzazione);

1c) con l’applicazione di un interesse di dilazione al tasso nominale esplicito semestrale posticipato dell’1% (con attualizzazione).

1a) Vendita di merci con dilazione di pagamento superiore a 12 mesi senza la previsione di interessi espliciti

Il credito, da valutare con il criterio del costo ammortizzato e l’attualizzazione, avrebbe un valore di iscrizione iniziale al costo ammortizzato di € 1.000, pari al suo valore nominale, poiché non vi sono costi di transazione né differenze tra valore iniziale e valore a scadenza da ammortizzare lungo la durata del credito.

Conseguentemente, il TIR dell’investimento sarebbe pari a zero.

Tuttavia, ipotizzando un tasso di interesse di mercato semestrale posticipato pari al 3%, significativamente superiore al tasso interno di rendimento, il credito andrà iscritto per un valore pari a 929,28.

Tale valore deriva dalla seguente equazione:

250 / (1,03)1 + 250 / (1,03)2 + 250 / (1,03)3 + 250 / (1,03)4 = 929,28

La tabella seguente fornisce informazioni circa il costo ammortizzato, gli interessi attivi e i flussi finanziari del credito in ogni periodo di riferimento.

 

Data

Valore contabile del credito all’inizio
del periodo

Interessi attivi impliciti calcolati al tasso
di mercato

Flussi finanziari
in entrata

Valore contabile del credito alla fine dell’esercizio

 

a

b = a x 3%

c

d = a + b – c

30/06/20X0

929,28

27,88

250,00

707,16

31/12/20X0

707,16

21,21

250,00

478,37

30/06/20X1

478,37

14,35

250,00

242,72

31/12/20X1

242,72

7,28

250,00

0,00

 

Gli interessi attivi sono rilevati tra i proventi finanziari per € 49,09 nel 20X0 (27,88 + 21,21) e per € 21,63 nel 20X1 (14,35 + 7,28).

1b) Vendita di merci con dilazione di pagamento superiore a 12 mesi con la previsione di interessi attivi espliciti (senza attualizzazione)

In questo caso si ipotizza che il tasso di interesse effettivo sia allineato al tasso di mercato, pertanto il valore di iscrizione iniziale del credito sarebbe di € 1.000, pari al suo valore nominale, poiché non vi sono costi di transazione né differenze tra valore iniziale e valore a scadenza da ammortizzare lungo la durata del credito. Il tasso di interesse effettivo è oltretutto pari al tasso di interesse nominale, esso è infatti il tasso interno di rendimento che attualizza esattamente gli incassi futuri nel periodo di durata del credito al valore contabile netto rilevato in sede di rilevazione iniziale di € 1.000:

1.000 = (250+10) / (1 + x)1 + (250 + 7,5) / (1 + x)2 + (250 + 5)/ (1 + x)3 +

(250 + 2,5) / (1 + x)4

Da cui si ottiene:

TIR = x = 1%

La tabella che segue fornisce informazioni circa il costo ammortizzato, gli interessi attivi e i flussi finanziari del credito in ogni periodo di riferimento.

 

 

Data

Valore
contabile del credito all’inizio del periodo

Interessi
attivi espliciti calcolati al tasso nominale

Flussi
finanziari in entrata in linea capitale

Valore contabile del credito alla fine dell’esercizio

 

a

b = a x 1%

c

d = a – c

30/06/20X0

1000,00

10,00

250,00

750,00

31/12/20X0

750,00

7,50

250,00

500,00

30/06/20X1

500,00

5,00

250,00

250,00

31/12/20X1

250,00

2,50

250,00

0,00

 

Gli interessi attivi sono rilevati tra i proventi finanziari per € 17,50 nel 20X0 (10 + 7,5) e per € 7,5 nel 20X1 (5 + 2,5).

1c) con l’applicazione di un interesse di dilazione al tasso nominale esplicito semestrale posticipato dell’1% (con attualizzazione)

In questo caso si ipotizza che il tasso di interesse effettivo dell’1% sia significativamente diverso dal tasso di mercato, che si assume pari al 3% semestrale posticipato. Se gli effetti sono rilevanti ai sensi dell’art. 2423, comma 4, c.c., sarebbe necessario attualizzare i flussi finanziari futuri derivanti dal credito utilizzando il tasso di mercato del 3% per ottenere il suo valore di iscrizione iniziale. Il calcolo del valore iniziale di iscrizione del credito è in tal caso il risultato del seguente processo di attualizzazione:

(250 + 10) / (1,03)1 + (250 + 7,5) / (1,03)2 + (250+5)/ (1,03)3 +

(250 + 2,5) / (1,03)4 = 952,85

In sede di rilevazione iniziale i ricavi di vendita sono iscritti al valore di € 952,85.

La tabella che segue fornisce informazioni circa il costo ammortizzato, gli interessi attivi e i flussi finanziari del credito in ogni periodo di riferimento.

 

Data

Valore
contabile del credito all’inizio del periodo

Interessi attivi calcolati al tasso di mercato

Flussi

finanziari per interessi attivi percepiti al tasso nominale

Flussi

finanziari in entrata

in linea

capitale

Valore

contabile del credito alla fine dell’esercizio

 

a

b = a x 3%

c

d

e = a+ b – c– d

30/06/20X0

952,85

28,59

10,00

250,00

721,44

31/12/20X0

721,44

21,64

7,50

250,00

485,58

30/06/20X1

485,58

14,57

5,00

250,00

245,15

31/12/20X1

245,15

7,35

2,50

250,00

0,00

Gli interessi attivi sono rilevati tra i proventi finanziari per € 50,23 nel 20X0 (28,59 + 21,64) e per € 21,92 nel 20X1 (14,57 + 7,35).


ESEMPIO 2

Finanziamenti attivi a tasso fisso con rimborso del capitale a scadenza valutati secondo il criterio del costo ammortizzato e soggetti ad attualizzazione

IL CASO

Il 1° gennaio 20X0 la società eroga un finanziamento del valore nominale in linea capitale di € 1.000,00 sostenendo costi di transazione pari a € 15. Il tasso di interesse nominale è del 2% annuo e genera interessi attivi da incassare posticipatamente al 31 dicembre per i successivi cinque anni (31 dicembre 20X0-31 dicembre 20X4).

Il valore di iscrizione iniziale sarà quindi pari al valore nominale, maggiorato dei costi di transazione, cioè pari a € 1.015,00.

Il secondo passaggio è rappresentato dal processo di attualizzazione, dal quale si trova il TIR del finanziamento.

Pertanto il tasso interno di rendimento si trova con la seguente formula:

1.015 = 20/(1+ x)1 + 20/(1+ x)2 + 20/(1+ x)3 + 20/(1+ x)4 + 1.020/(1+ x)5

Da cui si trova che:

TIR = x = 1,6847%

In questo caso, il tasso interno di rendimento non si discosta significativamente dai tassi di mercato.

La tabella che segue fornisce informazioni circa il costo ammortizzato, gli interessi attivi e i flussi finanziari del credito in ogni periodo di riferimento.

 

Data

Valore
contabile del credito all’inizio del periodo

Interessi
attivi calcolati al tasso di interesse effettivo

Flussi
finanziari in entrata

Valore contabile del credito alla fine dell’esercizio

 

a

b = a x 1,6847%

c

d = a+ b– c

20X0

1.015,00

17,10

20,00

1.012,10

20X1

1.012,10

17,05

20,00

1.009,15

20X2

1.009,15

17,00

20,00

1.006,15

20X3

1.006,15

16,95

20,00

1.003,10

20X4

1.003,10

16,90

1.020,00

0,00

Si ipotizza che il credito subisce una riduzione di valore alla fine dell’esercizio 20X3, poiché l’incasso degli interessi nominali e del rimborso del capitale a scadenza deve essere decurtato del 40% per tener conto del rischio di insolvenza del debitore. Pertanto, in sede di redazione del bilancio alla chiusura dell’esercizio 20X3, si stima che nell’esercizio 20X4 saranno incassati interessi attivi per € 12 (anziché 20) e il rimborso del capitale a scadenza è pari a € 600 (anziché 1.000).

Alla chiusura dell’esercizio 20X3 il valore di iscrizione del credito è calcolato come valore attuale dei flussi finanziari futuri come segue:

12 / (1,016847)1 + 600 / (1,016847)1 = 601,86

La svalutazione è calcolata come differenza tra il valore contabile in assenza della riduzione di valore (1.003,10) e il valore attuale dei flussi finanziari futuri attualizzati al tasso di interesse effettivo originario (601,86).

La svalutazione è pertanto pari a € 401,24.

In tal caso a partire dall’esercizio 20X3 la rappresentazione di bilancio muta come illustrato nella seguente tabella.

 

Data

Valore
contabile del credito all’inizio delperiodo

Interessi
attivi calcolati al tasso di interesse effettivo

Flussi
finanziari in entrata

Svalutazione per perdita di valore

Valore contabile del credito alla fine dell’esercizio

 

a

b = a x 1,6847%

c

d

e = a+ b– c– d

20X0

1.015,00

17,10

20,00

 

1.012,10

20X1

1.012,10

17,05

20,00

 

1.009,15

20X2

1.009,15

17,00

20,00

 

1.006,15

20X3

1.006,15

16,95

20,00

401,24

601,86

20X4

601,86

10,14

612,00

 

0,00


3. Cenni alla disciplina contabile internazionale

I principi contabili internazionali IAS-IFRS non disciplinano in modo autonomo il trattamento contabile dei crediti, i quali non vengono nemmeno divisi secondo natura. Infatti rientrano nella definizione di Strumenti finanziari e il trattamento contabile viene disciplinato dallo IAS 32 (Strumenti finanziari) e IAS 39 (Strumenti finanziari: rilevazione e valutazione).

I crediti afferiscono alla categoria dei Loans and Receivables per i quali lo IAS 39 prevede una Initial Recognition fair value inclusivo dei costi di transazione direttamente imputabili e una valutazione successiva secondo il criterio del costo ammortizzato con impairment loss.

Nell’ambito internazionale, il tasso di attualizzazione deve tenere presente ed essere determinato sulla base di:

– rischio di variazione dei tassi di mercato;

– rischio di variazione di cambio sul mercato;

– rischio di variazione dei tassi di rating del debitore.

I crediti a breve termine sono valutati nel modo seguente:

– se performing: valutazione collettiva per gruppi omogenei (segmento di clientela, settore e localizzazione) in termini di rischio sulla base di serie storiche;

– se non performing: valutazione analitica per sofferenze, incagli, ristrutturati e scaduti del valore attuale netto dei flussi di incasso stimati attualizzati al tasso di contratto.

I crediti a medio-lungo termine invece sono valutati al costo ammortizzato, ripartendo i proventi e i costi lungo la durata del credito attraverso la determinazione del tasso interno di rendimento che rende il VAN dei flussi futuri pari all’importo erogato.

A differenza dell’OIC 15, lo IAS 39 non prevede alcuno stanziamento di un fondo svalutazione crediti in caso di perdite, ma è previsto il cosiddetto processo di impairment, diverso da quello previsto dallo IAS 36.

A tal fine, il valore contabile va confrontato con il valore attuale dei futuri flussi finanziari stimati scontati al tasso di interesse effettivo del credito. Pertanto la svalutazione deve essere imputata a conto economico. Nella sostanza, anche il processo di impairment comporta la necessità di valutare la solvibilità del debitore suddividendo i crediti in categorie omogenee.

Lo IASB ha emanato, in data 24 luglio 2014, la versione definitiva del principio IFRS 9 Financial Instruments, con l’intento di sostituire lo IAS 39. Il nuovo principio entrerà in vigore dal 1° gennaio 2018.

La revisione dello IAS 39 condotta dallo IASB si inserisce in un più ampio progetto di rivisitazione e semplificazione delle norme contabili. Tale progetto è stato avviato in risposta alla situazione di incertezza generatasi negli anni scorsi sui mercati e all’esigenza di adottare efficaci meccanismi correttivi per ripristinare la fiducia degli investitori.

Le principali differenze rispetto allo IAS 39, riguardano:

– Classification and measurement of financial assets: è stato introdotto un nuovo modello di classificazione che si basa sul modello di business adottato dalla società per la gestione dello strumento e sulle caratteristiche dello strumento finanziario, con particolare riferimento ai flussi contrattuali futuri attesi.

– Impairment: si passa da un modello in cui si determinano le perdite relative ad attività finanziarie avvenute anche se non ancora manifeste (incurred loss) ad un modello in cui devono essere determinate le perdite che si ritiene si possano manifestare in futuro per effetto di circostanze che non si sono ancora verificate alla data di valutazione (expected loss). Il nuovo modello non si applica ai Contract Assets (IFRS 15) e ai crediti commerciali a breve termine che non presentano una componente significativa di finanziamento e a quelli derivanti da locazione finanziaria. In questi casi è prevista una procedura semplificata.

– Hedge accounting: vengono introdotte modifiche ai tipi di transazioni/strategie eleggibili per l’hedge accounting. Sono stati modificati i test di efficacia, introducendo il principio della “relazione economica” tra voce coperta e strumento di copertura; inoltre, non sarà più richiesta una valutazione del­l’efficacia retrospettiva della relazione di copertura.


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Principio contabile nazionale OIC 15 – I Creditiwww.fondazioneoic.it.

Principio contabile nazionale OIC 15 – I Crediti (bozza in consultazione – 7 marzo 2016)

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