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I riflessi di natura penalistica

Daniele Zaniolo

L’intervento mira ad illustrare le possibili ricadute della sentenza Lexitor in ambito penale. In tale prospettiva di analisi, l’autore richiama preliminarmente la normativa anti-usura, delineando la vexata quaestio del raffronto fra tasso soglia e tasso contrattuale, nonché dell’usura sopravvenuta. Fatte le opportune premesse, la trattazione illustra i riflessi penalistici della sentenza Lexitor, soffermandosi sulla distinzione fra oneri up front e recurring. Da ultimo, la trattazione si conclude con interessanti spunti di riflessione in merito all’usura bancaria.

PAROLE CHIAVE: usura - usura bancaria - Lexitor

The aspects of criminal law

The short paper aims to illustrate the possible repercussions of the Lexitor ruling within the criminal field. In this perspective of analysis, the author preliminarily refers to the anti-usury legislation, outlining the vexed question of the comparison between the threshold rate and the contractual rate and of the supervening usury. Against this background, the short paper illustrates the penal reflections of the Lexitor ruling, focusing on the distinction between up front and recurring costs. Lastly, the dissertation ends with interesting reflections on bank usury.

Mi è stato richiesto di esprimere il punto di vista penalistico sulle possibili ricadute della sentenza Lexitor.

Si tratta evidentemente di un tema di frontiera perché non è ancora approdato nelle aule di giustizia penale, non c’è giurisprudenza e anche la dottrina non ha ancora affrontato la questione.

Il punto di partenza per le riflessioni odierne esige una telegrafica osservazione di carattere generale che sorge dall’analisi dell’evoluzione giurisprudenziale di questi ultimi anni. L’obiettivo del legislatore del 1996 era quello di conferire alla fattispecie penale, fino a quel momento legata ad un elemento di carattere soggettivo, vale a dire allo stato di bisogno della vittima una connotazione più oggettiva, in modo tale da evitare le sperequazioni applicative e assicurare una maggiore certezza del diritto.

Dopo quasi 25 anni dall’entrata in vigore della riforma del reato di usura, possiamo affermare che il legislatore abbia preso una grossa cantonata e che quell’obiettivo non sia stato raggiunto.

Il fallimento dell’intento del legislatore lo si sarebbe potuto comprendere fin da subito, perché i germi dell’incertezza si annidano nel testo della norma incriminatrice.

L’articolo 644 c.p. enuncia un principio fondamentale secondo il quale si stabilisce un limite legale oltre il quale gli interessi sono sempre usurai. Ed è la [continua..]

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Sommario:

1. Il problema del raffronto tra tasso d’interesse soglia e contrattuale - 2. L’usura sopravvenuta - 3. I riflessi penalistici della sentenza Lexitor - 4. Altri profili


1. Il problema del raffronto tra tasso d’interesse soglia e contrattuale

Uno dei primi temi sui quali ci si è dovuti confrontare è quello della commissione di massimo scoperto (CMS). Senza ripercorrere tutta la vicenda, è importante soffermarsi sulla soluzione adottata di recente dalla giurisprudenza. Il tema era quello di che cosa fare quando venivano applicati al credito oneri che non erano contemplati nelle istruzioni della Banca d'Italia e quindi non influivano nella determinazione del tasso soglia. Quando, in altre parole, non vi era omogeneità tra le voci che determinavano il costo complessivo del credito, come avvenne per la CMS. Nel tempo si sono formate due diverse linee di pensiero che, bisogna ammettere, si fondano entrambe su argomenti di pari dignità logico-giuridica. Un primo approccio è quello che si rifà al principio di omogeneità, secondo il quale il raffronto tra tutte le voci che compongono il tasso contrattuale e quelle del tasso soglia debbono avvenire sulla base di un criterio di omogeneità. L’opposto principio è quello dell’onnicomprensività, secondo il quale si tiene il conto di tutte le voci pattuite (eccezion fatta per tasse e imposte) che, perciò, determinano il costo del credito indipendentemente dal fatto che di esse si sia o meno fatto menzione nelle istruzioni della Banca d’Italia: in ogni caso concorrono a determinare il tasso soglia. Il principio di omogeneità si basa sul principio generale della [continua ..]

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2. L’usura sopravvenuta

L’altro grande tema che ha impegnato le aule di giustizia penali in relazione reato di usura bancaria, è quello relativo al momento consumativo del reato di usura e, in particolare al la problematica della usura sopravvenuta. Che cosa significa? Il legislatore ha previsto che il reato di usura si possa consumare in due momenti alternativamente diversi, cioè quello della pattuizione o quello della dazione degli interessi usurari. Tale previsione ha creato fin da subito un problema con riferimento a tutti i contratti stipulati prima dell’entrata in vigore della riforma del 1996, ma anche a tutti quei contratti che erano stati stipulati quando era in vigore la nuova fattispecie di usura e che sono stati interessati da quel periodo storico che ha visto un costante calo dei tassi di interesse. Tutto ciò ha fatto sì che i tassi di interesse originariamente pattuiti nel rispetto del tasso soglia in quel momento vigente, sono successivamente diventati usurari per aver superato le soglie di legge successive che, stante il calo del costo del denaro, erano inferiori a quelle originariamente stabilite. Il legislatore nel 2000 è intervenuto con una norma di interpretazione autentica, che ha risolto il problema stabilendo stabilento che si deve fare riferimento al momento della pattuizione. Se gli interessi pattuiti erano sottosoglia al momento dell’accordo, l’usura sopravvenuta non è dunque configurabile. Con il che [continua ..]

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3. I riflessi penalistici della sentenza Lexitor

Veniamo ora al problema che ci interessa più da vicino: quello della sentenza Lexitor e delle sue ricadute penalistiche. Quanto al tema del raffronto tra le voci del tasso effettivo e di quello soglia, la distinzione tra costi up front e recurring è sostanzialmente irrilevante perché ciò che conta è verificare se le voci che rientrano in queste due macrocategorie sono computate nella determinazione del tasso soglia. Si pongono, insomma, le medesime problematicità viste in generale con riguardo al tema del raffronto tra oneri disomogenei. Tra le spese che rientrano nei costi recurring vi sono, ad esempio, le spese di assicurazione, in relazione alle quali c’è stato un cospicuo dibattito giurisprudenziale che sembra essere giunto ad una soluzione definitiva. Ad ogni modo, da questo punto di vista, la sentenza Lexitor non ha prodotto sostanzialmente alcuna conseguenza. È invece un po’ più complicato il discorso per quanto riguarda il dovere di restituzione dei costi in caso di cessione anticipata del credito. Da un punto di vista grossolanamente aritmetico l’effetto è piuttosto evidente perché se un credito, che ha una sua vita predefinita, si estingue anticipatamente e se i valori assoluti rimangono gli stessi è evidente che il tasso aumenta, con conseguente pericolo di commissione del delitto di usura. Il problema si è già posto con riferimento alla [continua ..]

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4. Altri profili

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