Diritto ed Economia dell'ImpresaISSN 2499-3158
G. Giappichelli Editore

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Le operazioni di credito al consumo: la disciplina de iure condito e de iure condendo (di Savino Casamassima)


La mia ambizione è quella di portarvi una testimonianza da parte di un operatore bancario che ha una connotazione molto precisa; noi siamo un gruppo internazionale globale e, conseguentemente, a livello “locale” viviamo quotidianamente il confronto con gli altri paesi in cui operiamo, la loro normativa e l’efficienza del loro sistema giurisdizionale. Prima di entrare nel merito del mio intervento, volevo evidenziare e condividere il valore dell’opinione manifestata del professor Di Chio e dalla dottoressa Ratti sull’importanza dell’efficacia sostanziale della trasparenza piuttosto che la prevalenza degli aspetti meramente formali e ricordo, a questo proposito, un interessante articolo di qualche anno fa della dottoressa Annamaria Tarantola, già responsabile della Vigilanza della Banca d’Italia, proprio sull’im­portanza della trasparenza sostanziale. Il punto è che quando si parla di trasparenza si tende con grande facilità a puntare negativamente il dito verso l’operatore bancario che, tuttavia, è mero destinatario delle norme che disciplinano il mercato; nel momento in cui, quindi, queste norme sono complesse e costringono a processi eccessivamente formali oppure inefficienti o, peggio, a causa della loro lacunosità non vengono recepite in modo uniforme, a questo punto l’operatore bancario è “vittima” o “carnefice”? Il mio intervento vuole, quindi, darvi una testimonianza dal nostro osservatorio di operatori bancari sull’attuale quadro normativo e su quelli che sono gli aspetti critici che vediamo all’interno del mondo regolamentare. Da un punto di vista regolamentare, la normativa che ci troviamo a gestire è spesso poco armonizzata ed anche gli organi emananti sono, loro malgrado, “passivi”, in uno mondo, ricordiamolo, altamente regolamentato come quello bancario. In questo contesto, dobbiamo altresì considerare di avere degli arbitri, degli stakeholders a cui rispondere che, nel caso dei gruppi bancari rilevanti sono primariamente la BCE e la Banca d’Italia, la quale, a causa dell’epo­cale modifica organizzativa del 2014 a favore di BCE, sta purtroppo perdendo, suo malgrado, quel dinamismo e quello spirito di iniziativa che tanto valore aggiunto davano al mercato bancario. In questo senso, basta fare un confronto tra la densità di interventi negli anni ’90 e quella negli ultimi 5 anni per rendersi conto del cambiamento, che in questo momento soffre il vuoto di interventi molto preziosi che consentivano di fare chiarezza e di avere direttive uniformi e regole condivise (o almeno chiare) a fronte delle quali le banche potevano adeguare i propri processi interni con un elevato livello di confort. A questo proposito gli esempi che possono essere fatti sono vari: un ambito in cui la situazione di incertezza per le banche è [continua..]

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