Diritto ed Economia dell'ImpresaISSN 2499-3158
G. Giappichelli Editore

15/02/2018 - Bancarotta fraudolenta in caso di fidejussioni non giustificate

argomento: News del mese - Diritto Civile e Commerciale

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La Corte di Cassazione, con Sentenza del 12 gennaio 2018, n. 624, ha affermato – ribadendo quanto già stabilito nella Sentenza n. 32467/2013 – che il comportamento dell’amministratore che a nome della società presta fidejussioni non inerenti all’attività della medesima società e tali da non determinare per la stessa un utile concreto, configura il reato di bancarotta fraudolenta. Nel caso de quo, l’amministratore di una società in seguito fallita aveva prestato fidejussioni a favore di un’altra società – avente la medesima compagine amministrativa – configurando non solo un comportamento “eccentrico” in riferimento all’oggetto sociale, ma anche un pregiudizio per il patrimonio sociale e per i creditori, derivante dalla mancanza di una contropartita economica a fronte della garanzia prestata. La Suprema Corte sottolinea come – in tale fattispecie – il reato sia integrato anche sotto il profilo soggettivo, essendo sufficiente il dolo generico, ovvero la cosciente volontà di destinare il patrimonio sociale a fini differenti da quelli dell’impresa, con la consapevolezza di mettere in atto azioni che provocano, o che possono provocare un danno ai creditori.