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Il crowdfunding

Gianluca Quaranta

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Sommario:

1. Il crowdfunding in pillole - 2. I modelli di crowdfunding esistenti - 3. Le tipologie di campagne di crowdfunding - 4. Cenni sulla normativa del crowdfunding equity-based - 5. Un'idea generale sui possibili costi di una campagna di equity crowdfunding - 6. Equity crowdfunding: quali gli scenari futuri? - Bibliografia - Note


1. Il crowdfunding in pillole

Generalmente il crowdfunding [1] viene percepito come uno strumento a cui ricorrere per finanziare la realizzazione di un prodotto o di un servizio, oppure come metodo di raccolta fondi per le start-up. In realtà esistono diverse tipologie del c.d. “finanziamento della folla” [2] (dall’inglese “crowd”, folla, e “fund­ing”, finanziamento). Il settore è relativamente giovane. Ha iniziato a diffondersi globalmente verso la fine del primo decennio degli anni Duemila grazie all’avvento di due player americani, Kickstarter [3] e Indiegogo [4]; anche se i primissimi first mover avevano già lanciato da qualche tempo le loro piattaforme, come – ad esempio – Produzioni dal Basso [5], portale italiano fondato nel 2005 e antesignano del fenomeno a livello mondiale. Volendo individuare una definizione di crowdfunding si può riportare la seguente: si tratta di una particolare tipologia di finanziamento dal basso che consente a chi ha delle idee o delle necessità di andare a soddisfare i propri fabbisogni di capitale online attraverso specifiche piattaforme per la raccolta fondi [6]. In Italia, a oggi, ci sono circa 120 piattaforme di crowdfunding attive [7], di cui una ventina sono dedicate all’equity crowdfunding. Nel 2015, in base ai dati disponibili [8], sono stati raccolti online circa 57 [continua ..]

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2. I modelli di crowdfunding esistenti

Nel 2012 sono stati codificati ed individuati per la prima volta quattro modelli principali di crowdfunding [9]: donation, equity, reward e social lending. Oltre a questi, si può inserire all’interno delle tipologie di base anche il royalty-based crowdfunding. Il donation-based [10] non è dissimile da una normale raccolta fondi online per una donazione. Il modello equity-based [11],invece, consiste nell’acquisto di una partecipazione nel capitale di una società attraverso specifiche piattaforme su Internet. Il reward-based [12], che è la forma di crowdfunding più diffusa, si estrinseca, nella sostanza, in una prevendita di un prodotto o di un servizio che saranno poi realizzati grazie ai capitali che verranno raccolti online. Al contrario il social lending [13], o semplicemente lending crowdfunding, rappresenta un prestito di denaro, sulla falsariga di un prestito bancario; ma la sua peculiarità risiede nel fatto che può essere il prestatore di denaro a scegliere dove investire il proprio capitale. Esistono, però, numerose piattaforme in cui il finanziamento avviene con meccanismi piuttosto simili a quelli del settore bancario. Infine il royalty-based [14], che – in letteratura – viene spesso classificato come sottocategoria del modello equity, è una tipologia di crowdfunding che si verifica quando chi lancia una [continua ..]

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3. Le tipologie di campagne di crowdfunding

L’effettiva raccolta di fondi online [21] può avvenire in diversi modi, di cui i più diffusi sono: l’all-or-nothing ed il keep-it-all. Nella prima tipologia [22] il progettista che, ad esempio, richiede 5.000,00 Euro su di una piattaforma, otterrà il denaro raccolto solo se tale importo sarà uguale o superiore a 5.000,00 Euro, altrimenti non otterrà nulla. Diverso è il meccanismo per il keep-it-all [23]nel quale anche se la somma raccolta è inferiore all’ammontare che viene richiesto per la realizzazione di un progetto, in ogni caso, al progettista verranno accreditati tutti i fondi ricavati o donati dai suoi sostenitori. Per tali ragioni la tipologia all-of-nothing può essere preferibile per campagne del tipo reward relative alla prevendita di un prodotto o di un servizio; mentre il modello keep-it-all si addice di più alle raccolte di denaro per le donazioni. Si può altresì ricordare l’esistenza del modello all-and-more, dove all’au­mentare del capitale che viene raccolto va contestualmente a diminuirsi la fee percentuale richiesta dalla piattaforma.

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4. Cenni sulla normativa del crowdfunding equity-based

Per quanto riguarda la normativa del crowdfunding l’unico modello effettivamente regolamentato in Italia è l’equity-based [24], la cui disciplina è racchiusa principalmente in due articoli [25] del TUF [26] e in un regolamento Consob [27]. Al contrario per tutti gli altri modelli si fa riferimento alla normativa già esistente per forme di finanziamento simili. Il provvedimento con cui l’equity crowdfunding è stato inserito nel quadro giuridico italiano è il «Decreto Crescita 2.0» [28]del 2012, che però consentiva unicamente alle cosiddette “start-up innovative” [29] di ricorrervi. Successivamente, nel 2015, è stata allargata la possibilità di accedere a tale forma di finanziamento dal basso [30], fra gli altri, anche alle società “PMI innovative” [31]. In seguito, nell’aprile 2017, l’equity crowdfunding è stato definitivamente aperto a tutte le PMI, sia quelle in forma di S.r.l. sia a quelle in forma di S.p.A. [32]. 4.1. L’equity crowdfunding nel TUF e nel Regolamento Consob n. 18592/2013 in sintesi Nel TUF sono due gli articoli che trattano l’equity crowdfunding: l’art. 50-quinquies e l’art. 100-ter, i quali rimandano direttamente al Regolamento Consob n. 18592/2013. L’art. 50-quinquies individua la figura [continua ..]

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5. Un'idea generale sui possibili costi di una campagna di equity crowdfunding

Attualmente esistono pochi studi [39] sui costi di una campagna di equity crowdfunding. Ciononostante [40] vi è una interessante analisi del 2016 [41], realizzata da alcuni importanti player dell’equity crowdfunding italiano (Crowd Advisors et al.), che, seppure faccia riferimento ad un campione di indagine non molto ampio [42], può, comunque, dare un’idea approssimativa su quelli che potrebbero essere i reali costi di una campagna equity-based. Prima di analizzare i risultati di tale ricerca è necessaria una precisazione: «il capitale che viene raccolto tramite una campagna di equity crowdfunding non corrisponde effettivamente a quello disponibile» [43]. Questo accade perché la piattaforma sulla quale si realizza la raccolta fondi richiede una fee percentuale sul capitale che, in Italia, si attesta su valore medio del 6% [44]. Entrando nel dettaglio degli oneri che una campagna equity-based comporta, i dati raccolti indicano che la spesa media di una società può oscillare [45] tra i 5.000,00 ed i 10.00,00 Euro – cifra che, però, non include la commissione richiesta dal gestore del portale. Tale importo – inoltre – corrisponde, di solito, al 2,5%-5% dell’ammontare totale di capitale che si raccoglie [46]. Tuttavia esistono anche società capaci di lanciare una campagna con [continua ..]

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6. Equity crowdfunding: quali gli scenari futuri?

In base ad una recente indiscrezione [58] pubblicata su Milano Finanza [59], sembrerebbe che AIM Italia, il segmento di Borsa Italiana per le PMI, stia valutando l’aumento dei requisiti necessari per quotarsi sul suo listino, a dispetto di un processo di IPO che – su tale comparto – è sempre stato piuttosto flessibile e semplificato. Questo elemento, insieme al fatto che dallo scorso aprile l’equity crowdfunding è stato aperto a tutte le forme di PMI, potrebbe forse indirizzare un maggior numero di società italiane verso questa particolare tipologia di finanziamento collettivo. Non stupisce, quindi, che la Consob stessa, lo scorso 6 luglio 2017, abbia ufficialmente aperto una consultazione per modificare l’attuale Regolamento sull’equity crowdfunding [60].

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Bibliografia

AA.VV., Diventare imprenditori innovativi, Le Guide di Corriere Imprese, 2015. ALOVISI P., Equity crowdfunding: uno sguardo comparatistico, Rivista di Diritto Bancario, Dottrina e Giurisprudenza Commenta, 2014. BARTOLOMEI G.-MARCOZZI A., Come finanziare una start-up innovativa, EPC Editore, 2015 Codice civile. COMMISSIONE DI STUDIO UNGDCEC FINANZA – SOTTOGRUPPO “START-UP E CROWDFUNDING” (a cura di), Start-up innovative e i nuovi strumenti di sviluppo e crescita: il crowdfunding, 2016 CONSIGLIO EUROPEO, Comunicazione della Commissione al Parlamento Europeo, al Consiglio, al Comitato Economico e Sociale Europeo e al Comitato delle Regioni in merito alla possibilità di Sfruttare il potenziale del crowdfunding nell’Unione europea, Unione Europea, 2014 (COM/2014/0172 final). CONSOB-CNDCEC, L’equity-crowdfunding. Analisi sintetica della normativa e aspetti operativi, Position Papers, n. 6, 2016. CORRIERE DELLA SERA, Factoring Ora i crediti vanno all’asta online, Corriere della Sera, 26 settembre 2016. CROWD ADVISORS-EDIBEEZ S.R.L.-AIEC, Attività e costi per lanciare una campagna di equity crowdfunding. Report 2016, www.crowdadvisors.net, 2016. CROWDFUNDING CLOUD, BandBackers, il pioniere del royalty crowdfunding in Italia, www.crowd-funding.cloud, 23/03/2017. CROWDSOURCING.ORG, Massolution Report. Crowdfunding Industry Report 2012, Market [continua ..]

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Note

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