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Le scritture contabili e le scritture giuridiche dell'impresa commerciale, la partita doppia e il piano dei conti, le rilevazioni correnti dell'esercizio

Luciano M. Quattrocchio-Bianca M. Omegna, Aggregato di diritto commerciale presso l’Università di Torino – Dottore commercialista.

Gli autori forniscono un’analisi delle scritture contabili e giuridiche dell’impresa commerciale. L’elaborato affronta il tema – innanzitutto – dal punto di vista civilistico, attraverso l’individuazione dei soggetti obbligati alla tenuta delle scritture contabili e del contenuto di queste ultime, nonché la descrizione delle modalità di tenuta e di conservazione delle stesse. Successivamente, gli autori offrono un approfondimento in ottica tributaria, prendendo in rassegna i diversi regimi fiscali attualmente in vigore. Completa l’indagine un’analisi della disciplina sanzionatoria in caso di omessa o irregolare tenuta delle scritture contabili.

PAROLE CHIAVE: scritture contabili - scritture giuridiche - regimi fiscali - disciplina sanzionatoria

The authors explain an analysis of the business enterprise’s accounting and legal entries. The paper deals with the issue – first of all – from a civil point of view, through the identification of the subjects obliged to keep the accounting records and their contents, as well as the description of how they are kept and preserved. Subsequently, the authors offer an in-depth analysis from a tax perspective, by reviewing the various tax regimes currently in force. An analysis of the sanctions framework in the event of omitted or irregular keeping of the accounting records completes the investigation

Keywords: accounting entries and legal entries – tax regimes– sanctions framework.

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Sommario:

1. L’ordinamento civilistico - 2. L’ordinamento tributario - 3. La disciplina sanzionatoria


1. L’ordinamento civilistico

1.1. L’obbligo L’art. 2214 c.c. prevede l’obbligo, per l’imprenditore commerciale (non piccolo), di tenere il libro giornale e il libro degli inventari, oltre alle altre scritture contabili richieste dalla natura dell’attività svolta (aspetto qualitativo) e dalla dimensione dell’impresa (aspetto quantitativo). 1.2. I soggetti obbligati L’obbligo di tenuta e di conservazione delle scritture contabili fa capo al­l’imprenditore commerciale, mentre ne è esonerato il piccolo imprenditore: l’art. 2214, comma 3, c.c. stabilisce, infatti, che «queste disposizioni non si applicano ai piccoli imprenditori». Sono, inoltre, obbligate a tenere le scritture contabili tutte le società di forma commerciale (s.n.c., s.a.s., s.p.a., s.a.p.a. e s.r.l.), indipendentemente dal tipo di attività esercitata. 1.3. Il contenuto Le scritture contabili si distinguono in: • obbligatorie per tutti gli imprenditori (commerciali, non piccoli); • obbligatorie solo per alcuni tipi di imprenditori, in relazione alla natura e alla dimensione dell’impresa; • facoltative. Le prime sono obbligatorie per tutti gli imprenditori commerciali (non piccoli), senza distinzione: rappresentano, come dice la Relazione Ministeriale (n. 911), il contenuto minimo dell’obbligo di tenuta della contabilità. Esse sono nominativamente indicate dal Codice civile: [continua ..]

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2. L’ordinamento tributario

2.1. L’obbligo La normativa fiscale di riferimento è contenuta nel d.P.R. n. 600/1973. Gli obblighi sono differenti a seconda della natura del soggetto (imprenditore, professionista, ecc.) e del regime contabile adottato (per obbligo o per scelta). Ai fini fiscali sono presenti quattro regimi da cui derivano obblighi distinti in termini di scritture contabili: • il c.d. “regime ordinario”, previsto dagli art. 13 ss. del d.P.R. n. 600/1973; • il c.d. “regime semplificato”, previsto dagli artt. 18 ss. del d.P.R. n. 600/1973; • il c.d. “regime forfetario”, previsto dall’art.1, commi da 54 a 89, legge n. 190/2014; • il c.d. “regime dei minimi”, previsto dall’art. 27, commi 1 e 2, d.l. n. 98/2011 (poi abrogato). 2.2. I soggetti L’art. 13 del d.P.R. n. 600/1973 definisce dettagliatamente i soggetti obbligati alla tenuta delle scritture contabili, che sono: • le società soggette ad Ires (s.p.a., s.a.p.a., s.r.l., società cooperative e di mutua assicurazione); • gli enti pubblici e privati diversi dalle società soggette ad Ires, nonché i trust, residenti in Italia, che hanno per oggetto esclusivo o principale l’eserci­zio di attività commerciali; • le associazioni non riconosciute, i consorzi e le altre organizzazioni non appartenenti ad altri soggetti passivi, che [continua ..]

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3. La disciplina sanzionatoria

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