newsletter

home / Archivio / Fascicolo / Conflitto Russia-Ucraina e sanzioni UE: shock economici e responsabilità gestoria. Il nuovo ..

indietro stampa articolo indice fascicolo leggi articolo leggi fascicolo


Conflitto Russia-Ucraina e sanzioni UE: shock economici e responsabilità gestoria. Il nuovo sistema delle responsabilità: un quadro complesso da ricostruire

Alessandro Baudino, Avvocato civilista in Torino

Nell’ambito del conflitto in Ucraina, l’intervento pone l’attenzione sui nuovi e imprevedibili scenari di rischio cui le imprese sono soggette. In tale prospettiva di analisi, l’autore illustra le responsabilità che ne conseguono a carico dei soggetti investiti di funzioni di amministrazione e controllo, nonché i riflessi sull’informativa finanziaria.

 

Articoli Correlati: shock economici futuri - shock economici - Guerra in Ucraina - sanzioni russia ue - informativa finanziaria - rinegoziazione

Russia-Ukraine conflict and EU sanctions: economic shocks and managerial responsibility. The new system of responsibilities: a complex framework to be rebuilt

In the context of the conflict in Ukraine, the intervention focuses on the new and unpredictable risk scenarios to which companies are subject. In this perspective of analysis, the author illustrates the resulting responsibilities for the persons invested with administration and control functions, as well as the effects on financial reporting.

Keywords: risk – responsability – financial reporting.

L’invasione dell’Ucraina da parte della Russia e le sanzioni imposte a livello comunitario sono destinate ad incidere profondamente su un tessuto economico, nazionale ed europeo, già stremato dagli effetti distruttivi della pandemia di Covid-19 e che tentava progressivamente e faticosamente di riprendersi da una prolungata situazione di crisi generale.

I nuovi e imprevedibili scenari che si profilano portano di nuovo drammaticamente all’attenzione il problema della gestione dei rischi cui le imprese sono soggette e delle responsabilità che ne conseguono a carico dei soggetti investiti di funzioni di amministrazione e controllo.

Il problema deve essere affrontato nella prospettiva della prudenza e lungimiranza imposta dal nuovo art. 2086 c.c., che costituisce il fulcro del­l’attua­le, complesso ed articolato quadro normativo risultante dai recenti interventi legislativi che si sono succeduti, modificando ed integrando la disciplina introdotta dal d.lgs. n. 6/2003 di riforma del diritto societario.

È ormai noto, infatti, che differimento dell’entrata in vigore del CCII (disposto prima dall’art. 5, comma 1, del d.l. n. 23/2020, e successivamente dal­l’art. 1, comma 1, lett. [continua..]

» Per l'intero contenuto effettuare il login inizio

Sommario:

1. I nuovi scenari di crisi internazionale e le nuove aree di rischio da monitorare e gestire - 2. I riflessi sull’informativa finanziaria - 3. Obblighi di pianificazione e di attivazione in presenza di segnali di crisi - 4. Le attivazioni in funzione preventiva: la rinegoziazione dei contratti di durata divenuti squilibrati per effetto della crisi


1. I nuovi scenari di crisi internazionale e le nuove aree di rischio da monitorare e gestire

L’imprenditore che, nel nuovo complesso e preoccupante scenario nazionale e internazionale, si accinge a redigere il bilancio di esercizio, dovrà tener conto di tutti i fattori di rischio causati dalla guerra, così vicina ai nostri confini, e dalle sanzioni comminate a livello comunitario e internazionale. Gli effetti si sono riverberati immediatamente sulle borse, sul mercato delle valute e dei beni rifugio, con effetti sensibili sui cambi e sui prezzi di alcune materie prime. Il cambio euro-dollaro è sceso a dirotto, in quanto gli Stati Uniti sono geograficamente lontani dalla guerra e ne subiscono meno direttamente l’impatto economico: per cui gli investitori sposteranno sempre di più gli acquisti dalle attività finanziarie del vecchio continente a quelle di Wall Street, convertendo euro in dollari. La guerra tra Mosca e Kiev ha aggravato inoltre ulteriormente il problema dell’aumento dei costi delle risorse energetiche (gas e petrolio) e lo ha esteso ai costi delle materie prime. Rientrano tra queste non solo i beni agricoli (grano e cereali importati in grandi derrate da Russia e Ucraina) ma anche i metalli come nichel o alluminio, largamente utilizzati nell’industria anche nei componenti di beni per la transizione energetica (cfr. i dati pubblicati su Il Sole 24Ore del 7 marzo 2022, 2). Sul fronte dell’export, sono più di 15.000 le imprese italiane che esportano in Russia (alcune oltre il 50% [continua ..]

» Per l'intero contenuto effettuare il login inizio


2. I riflessi sull’informativa finanziaria

Lo shock economico causato dal conflitto e dalle sanzioni comminate alla Russia deliberate dall’Ue e da molti Paesi della Nato, costituisce un evento rilevante avvenuto dopo la data di chiusura dell’esercizio (31 dicembre), ma prima della sua approvazione. Occorre quindi valutare se e come tale evento debba riflettersi nell’infor­mativa di bilancio riferita al 2021. In linea generale, tutti i rischi cui la società è esposta devono essere analiticamente illustrati nella nota integrativa (ex art. 2427, commi 6-bis e 22-quater c.c.) e nella relazione sulla gestione (ex art. 2428, c.c.), nella quale occorre altresì dar conto di tutte le attivazioni poste in essere per gestirli. L’art. 2428 c.c. stabilisce che la relazione sulla gestione contiene “una descrizione dei principali rischi e incertezze cui la società è esposta” e deve illustrare “l’evoluzione prevedibile della gestione” nonché “l’esposizione della società al rischio di prezzo, al rischio di credito, al rischio di liquidità e al rischio di variazione dei flussi finanziari”. Nella relazione sulla gestione non devono più essere inserite le indicazioni circa i fatti di rilievo avvenuti dopo la chiusura dell’esercizio, in quanto il punto 5 del comma 3 dell’art. 2428 cc. è stato abrogato dal d.lgs. n. 139/2015. Tale informazione, relativa alla natura e [continua ..]

» Per l'intero contenuto effettuare il login inizio


3. Obblighi di pianificazione e di attivazione in presenza di segnali di crisi

Alla luce del quadro normativo descritto nel paragrafo introduttivo, che richiede che l’impresa venga gestita secondo criteri di organizzazione e pianificazione dell’attività e procedure di rilevazione, gestione e controllo dei rischi, agli amministratori compete l’obbligo di verificare, a seguito dello shock economico causato dal conflitto Russia Ucraina, se e quali scostamenti si debbano ipotizzare rispetto alle previsioni ragionevolmente effettuate, e di attuare tempestivamente le necessarie misure correttive. In base alla ripartizione dei doveri e delle responsabilità prevista dall’art. 2381 c.c., compete innanzitutto all’amministratore delegato della società in crisi (o che deve prepararsi ad affrontare e gestire il rischio di crisi) l’obbligo di convocare il consiglio di amministrazione per illustrare le problematiche rilevate, riferire in ordine alle iniziative assunte e proporre quelle ulteriori di competenza dell’organo collegiale (in particolare la convocazione dell’assem­blea degli azionisti per le deliberazioni di sua competenza). Il consiglio di amministrazione è inoltre la sede in cui l’organo di controllo può e deve acquisire le informazioni necessarie per svolgere i suoi compiti di vigilanza sulla gestione. L’emergenza di profili di rischio che possano incidere sulla continuità aziendale impone quindi di intensificare le riunioni del consiglio di [continua ..]

» Per l'intero contenuto effettuare il login inizio


4. Le attivazioni in funzione preventiva: la rinegoziazione dei contratti di durata divenuti squilibrati per effetto della crisi

» Per l'intero contenuto effettuare il login inizio