fell

home / Archivio / Fascicolo / La matematica applicata alla mediazione: la teoria dei giochi

indietro stampa articolo indice fascicolo leggi articolo leggi fascicolo


La matematica applicata alla mediazione: la teoria dei giochi

Luciano M. Quattrocchio

PAROLE CHIAVE: mediazione

» Per l'intero contenuto effettuare il login inizio

Sommario:

1. Premessa - 2. Fondamenti concettuali della teoria dei giochi - 3. La teoria dei giochi applicata alla mediazione - 4. Conclusioni


1. Premessa

Con l’emanazione del d.lgs. 4 marzo 2010, n. 28, in attuazione dell’art. 60 della l. 18 giugno 2009, n. 69, è stato introdotto nel nostro ordinamento un procedimento, denominato di mediazione, finalizzato alla conciliazione delle controversie civili e commerciali. Si tratta di una procedura deflativa del contenzioso (o, più correttamente, del potenziale contenzioso), che la dottrina ha distinto in tre categorie: • mediazione obbligatoria, il cui esperimento costituisce condizione di procedibilità della domanda giudiziale; • mediazione facoltativa, rimessa all’iniziativa delle parti o del giudice, nel corso di un eventuale giudizio; • mediazione concordata, conseguente alla previsione di un’apposita clausola contrattuale o statutaria. In particolare, l’ipotesi della mediazione obbligatoria riguarda «chi intende esercitare in giudizio un’azione relativa ad una controversia in materia di condominio, diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti, da responsabilità medica e da diffamazione con il mezzo della stampa o altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, bancari e finanziari» (art. 5, comma 1). La funzione del mediatore è chiaramente desumibile dal comma 3 del medesimo articolo, ove è precisato che [continua ..]

» Per l'intero contenuto effettuare il login inizio


2. Fondamenti concettuali della teoria dei giochi

2.1. Definizione di gioco Nella teoria dei giochi l’obiettivo di ciascun giocatore (o agente) è vincere; inoltre, tutti i giocatori devono essere a conoscenza delle regole del gioco ed essere consapevoli delle conseguenze di ogni singola mossa. La mossa, o l’insieme delle mosse, che un individuo intende fare viene chiamata “strategia“. All’esito delle strategie adottate da tutti i giocatori, ciascun agente riceve una vincita (o perdita) chiamata “pay-off”. Un gioco, pertanto, è descritto da quattro elementi: l’insieme dei giocatori (o agenti): N = {1, 2, ..., n}; l’insieme delle (m) strategie poste in atto dai giocatori: S1= {S11, S12, …, S1m}; S2= {S21, S22, …, S2m}; … Sn= {Sn1, Sn2, …, Snm}; ipay-offdel gioco per ciascun giocatore (espresse in termini di utilità): U1= {u11, u12, …, u1m}; U2= {u21, u22, …, u2m}; … Un= {un1, un2, …, unm}; l’insieme delle regole del gioco (ovvero il criterio con cui le strategie sono messe in relazione con gli esiti). Quindi, il gioco si può esprimere come una funzione vettoriale delle strategie e delle vincite: Gioco = {Si1, Si2, …, Sim; ui1, ui2, …, uim} ove “i” indica il generico giocatore.   2.2. Applicazioni Le applicazioni e le interazioni della teoria dei giochi sono molteplici: dal campo economico e finanziario a quello [continua ..]

» Per l'intero contenuto effettuare il login inizio


3. La teoria dei giochi applicata alla mediazione

3.1. Inquadramento concettuale Dal punto di vista matematico, la mediazione è un gioco non cooperativo ad informazione completa e (normalmente) a somma diversa da zero, rappresentato da: due (o più) di giocatori; un insieme di strategie disponibili per ciascun giocatore; un vettore dipay-off, corrispondente ad ogni combinazione di strategie. I giocatori sono le parti che hanno diverse strategie disponibili, cui sono associati distinti pay-off. Più in particolare, la situazione-tipo è quella in cui due parti si contendono la soluzione favorevole di un conflitto, senza conoscere le rispettive strategie, che costituiscono un’informazione privata. Come si avrà modo di chiarire, la funzione del mediatore è quella di far emergere l’informazione e, quindi, di trasformare il gioco non cooperativo in gioco cooperativo. Una mediazione, pertanto, è descritta dagli elementi di seguito richiamati: l’insieme degli parti: N = {1, 2, ..., n}; l’insieme delle (m) strategie poste in atto dai giocatori: S1= {S11, S12, …, S1m}; S2= {S21, S22, …, S2m}; … Sn= {Sn1, Sn2, …, Snm}; ipay-offdel gioco per ciascun giocatore (espresse in termini di utilità): U1= {u11, u12, …, u1m}; U2= {u21, u22, …, u2m}; … Un= {un1, un2, …, unm}; l’insieme delle regole del gioco (ovvero il criterio con cui le strategie sono messe in relazione [continua ..]

» Per l'intero contenuto effettuare il login inizio


4. Conclusioni

» Per l'intero contenuto effettuare il login inizio


  • Giappichelli Social