newsletter

home / Archivio / Fascicolo / L´adeguamento dei modelli di organizzazione, gestione e controllo di cui al d.lgs. n. 231/2001

indietro stampa articolo indice fascicolo leggi articolo leggi fascicolo


L´adeguamento dei modelli di organizzazione, gestione e controllo di cui al d.lgs. n. 231/2001

Michele Gesualdi, Avvocato del Foro di Potenza

Il saggio mira ad illustrare l’impatto della pandemia di Covid-19 sui modelli organizzativi interni adottati dalle persone giuridiche, avuto particolare riguardo all’adeguamento dei modelli di organizzazione, gestione e controllo di cui al d.lgs. n. 231/2001. In tale prospettiva di analisi, l’autore delinea i rischi diretti e indiretti della pandemia, per poi analizzare approfonditamente l’operato dell’Organismo di Vigilanza.

Parole chiave: Covid-19 – persone giuridiche – OdV.

The adaptation of the organization, management and control models referred to in Legislative Decree 231/2001

The essay aims to illustrate the impact of the Covid-19 pandemic on the internal organizational models adopted by legal entities, with particular regard to the adaptation of the organization, management and control models referred to in Legislative Decree 231/2001. In this perspective of analysis, the author outlines the direct and indirect risks of the pandemic, and then analyzes the role of the Supervisory Organ.

Keywords: Covid-19 – legal entities – Supervisory Organ.

» Per l'intero contenuto effettuare il login inizio

Sommario:

1. Premessa - 2. Rischi diretti e indiretti - 3. L’OdV e i necessari flussi informativi -


1. Premessa

Il Covid-19 ha rappresentato e rappresenta tutt’oggi una delle più preoccupanti insidie per la salute pubblica e quella delle imprese. L’avvento della pandemia globale, quale evento straordinario e assolutamente imprevedibile, infatti, ha destato non pochi problemi sotto il profilo organizzativo delle diverse attività d’impresa. I tessuti economici del nostro Paese sono stati seriamente compromessi, pertanto, numerose sono state le aziende che hanno dovuto reinventarsi e soprattutto riorganizzarsi sotto il profilo dell’attività economica espletata. Particolarmente significativo, ragionando in termini di organizzazione interna aziendale, è l’impatto che ha avuto l’avvento della pandemia globale sui modelli organizzativi interni adottati dalle singole persone giuridiche. Sul punto, però, urge porre in evidenza alcune doverose considerazioni iniziali. Come è noto, con il d.lgs. n. 231/2001 è stata definitivamente disciplinata, anche nel nostro ordinamento, la responsabilità amministrativa degli enti dipendente da reato. Il legislatore, malgrado il decreto sia divenuto maggiorenne, è intervenuto nel tempo solo ed esclusivamente per ampliare la platea dei reati presupposto [1], lasciando irrisolte problematiche sulle quali ancora oggi la dottrina è solita interrogarsi. Prima fra tutte sicuramente quella attinente la corretta qualificazione della [continua ..]

» Per l'intero contenuto effettuare il login inizio


2. Rischi diretti e indiretti

Quando si parla di rischi diretti [7] si allude a quelli strettamente interconnessi al contagio da Covid-19. In altri termini, ogni “contagio da malattia pandemica” potrebbe inficiare la tenuta del modello adottato ed implementato dall’impresa in quando riconducibile alla configurazione di reati presupposto previsti dall’art. 25-septies d.lgs. n. 231/2001 [8]. Per tali ragioni, sorge in capo alla persona giuridica l’obbligo di dotarsi al rispettivo interno dei c.d. “Protocolli condivisi” onde scongiurare l’integra­zione di reati presupposto dai quali far discendere la responsabilità dell’ente. Ciascuna impresa attiva in periodo emergenziale sarà tenuta alle seguenti operazioni per evitare l’irrogazione delle sanzioni previste dal d.lgs. n. 231/2001: 1)   se non ancora adottato, redazione e corretta implementazione di un MOG; 2)   previsione tra i reati presupposto, ove ciò non fosse stato già fatto, di quelli previsti e puniti dall’art. 25-septies d.lgs. n. 231/2001; 3)   adozione al proprio interno delle misure anticontagio previste dai c.d. “Protocolli Condivisi” elaborati da Confindustria assieme alle associazioni sindacali di categoria. Sotto il primo profilo, non vi è dubbio come l’avvento della pandemia abbia in un certo senso contribuito ad una “obbligatorietà indiretta” [continua ..]

» Per l'intero contenuto effettuare il login inizio


3. L’OdV e i necessari flussi informativi

Come si accennato in precedenza, l’avvento del Covid-19 ha portato, altresì, alla configurazione di una sorta di “obbligatorietà indiretta”, non solo nell’adozione del MOG, ma anche e soprattutto nel dotarsi al proprio interno di un organo terzo ed imparziale, generalmente a struttura collegiale, deputato al controllo e alla sorveglianza. L’OdV, secondo quanto risulta dall’art. 6 d.lgs. n. 231/2001, non ha poteri impeditivi dell’evento tali da attribuirgli una vera e propria posizione di garanzia, ma piuttosto compiti di sorveglianza che si espletano attraverso i c.d. flussi informativi con i singoli soggetti presenti nell’organizzazione d’impresa [17]. Orbene, la presenza di rischi diretti o indiretti in periodo Covid, influisce in maniera significativa sull’operato dell’OdV intensificandone i poteri e in un certo senso la sua attività. I rischi diretti, in virtù di quella specifica bipartizione delineata in precedenza, sono quelli strettamente interconnessi al contagio dei singoli lavoratori da Sars CoV-2. Per tali ragioni, l’operato dell’Organismo da tale punto di vista dovrà necessariamente riguardare: 1)   l’adozione dei protocolli di sicurezza da parte del datore di lavoro; 2)   l’attuazione concreta, ove possibile delle singole misure di prevenzione; 3)   il continuo flusso informativo con il RSPP, il [continua ..]

» Per l'intero contenuto effettuare il login inizio


» Per l'intero contenuto effettuare il login inizio