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Il rating delle Partecipate Pubbliche

Pierluigi Gaffuri, Dirigente Gruppo Intesa Sanpaolo

L’intervento descrive, avendo come punto di osservazione la prassi bancaria, le logiche di rating assessment applicabili alle entità partecipate dal sistema pubblico, siano esse configurabili come Imprese o come Enti Strumentali. Nel primo caso la metodologia idonea è quella Corporate, mentre nel secondo appare più opportuno ancorare il rating dell’ente strumentale a quello dell’Ente Pubblico controllante. In questa prospettiva vengono illustrate le principali componenti (quantitative e qualitative) di tali metodologie e gli indicatori più frequentemente utilizzati.

Parole chiave: partecipate pubbliche – rating – prassi bancaria.

 

Public entities rating

The paper describes – drawing from banking practice – the rating assessment methodologies applicable to public and semi-public entities, whether they can be treated as private corporates or as instrumentalities. For the former, the corporate rating methodology would apply. For the latter, it seems more appropriate to anchor the rating of the instrumentality to that of their controlling public body. With this perspective, the paper sets out the main drivers (quantitative and qualitative) of the rating and the ratios most frequently used in the rating assessment.

Keywords: public entities – rating – banking practice.

Ritengo qualificante che, nell’ambito di un seminario sul finanziamento alle Partecipate Pubbliche, sia stato previsto uno specifico approfondimento sul rating attribuibile alle stesse; questo, per il semplice motivo che il concreto accesso a detti finanziamenti, concessi dal mercato finanziario o dal sistema bancario, presuppone una valutazione di merito creditizio che trova nel rating un riferimento imprescindibile.

Affronterò il tema avendo come riferimento la prassi bancaria e – dopo brevi generalità sul rating delle imprese [1] – descriverò le logiche solitamente adottate, le quali vedono una distinzione tra partecipate pubbliche di fatto assimilabili ad imprese e partecipate qualificabili come enti strumentali; mentre per le “imprese” sono applicabili logiche c.d. corporate, per gli “enti strumentali” il rating assessment è opportuno sia fortemente ancorato al rating del­l’ente pubblico controllante. Pertanto si renderà necessario uno specifico approfondimento sulle modalità di determinazione del rating per gli enti pubblici (Comuni, Province, Regioni).

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Sommario:

1. Generalità sul rating - 2. Le Partecipate Pubbliche: imprese ed enti strumentali - 3. Il rating di una Partecipata Pubblica configurabile come “impresa” - 4. Il rating di una Partecipata Pubblica configurabile come “ente strumentale” - 5. Considerazioni conclusive - NOTE


1. Generalità sul rating

La correlazione tra requisiti patrimoniali delle banche e criteri di misurazione del rischio creditizio è l’elemento che ha accelerato l’introduzione del rating nel panorama nazionale: in pratica il rating è diventato un driver che orienta l’operatività bancaria solo a partire dai c.d. Accordi di Basilea. Tali Accordi sono nati per garantire maggiore solidità ed efficienza al sistema bancario soprattutto facendo leva sui requisiti patrimoniali che le banche devono avere per poter far credito. In estrema sintesi: il primo accordo (1988) prevedeva requisiti patrimoniali uguali per qualunque prestito al segmento “Imprese”, mentre le successive evoluzioni (2008) hanno introdotto la possibilità per le banche di valutare il rischio di credito di ciascun prestito e quindi di differenziare gli accantonamenti patrimoniali in funzione della specifica rischiosità del proprio portafoglio impieghi. Per poter cogliere questa opportunità di correlare il patrimonio alla rischiosità del portafoglio creditizio le banche possono avvalersi di due metodiche: il Metodo STANDARD e il Metodo dei RATING INTERNI (a sua volta differenziato in “base” e “avanzato”). Il METODO STANDARD prevede che ciascun impiego creditizio venga ponderato in base alla categoria giuridico/economica del richiedente e in base al suo merito creditizio desunto da un giudizio (rating) formulato da soggetti esterni [continua ..]

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2. Le Partecipate Pubbliche: imprese ed enti strumentali

Ai fini della modellistica rating, la platea delle Partecipate Pubbliche viene solitamente distinta in due campi: i soggetti qualificabili come ENTI STRUMENTALI di Comuni/Province/Regioni e i soggetti assimilabili alle IMPRESE. Il campo delle imprese è essenzialmente costituito da quelle entità che, in forma societaria, operano nel sistema produttivo e nei servizi con logiche molto vicine a quelle degli operatori privati; gli Enti Strumentali, invece, sono soggetti impegnati nelle più svariate aree di interesse dei Comuni/Regioni /Province che li controllano. Ogni ente pubblico deve individuare quali dei soggetti controllati sono configurabili come Enti Strumentali sulla base della normativa vigente; tale di caratteristica di strumentalità sussiste quando in capo al Comune/Pro­vincia/Regione è presente almeno una delle seguenti condizioni: ·      possesso, diretto o indiretto, della maggioranza dei voti esercitabili; ·      potere di nominare/rimuovere la maggioranza dei componenti degli organi decisionali; ·      possesso, diretto o indiretto, della maggioranza dei diritti di voto nelle sedute degli organi decisionali; ·      obbligo di ripianare i disavanzi, nei casi consentiti dalla legge, per percentuali superiori alla propria quota di partecipazione; ·      influenza [continua ..]

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3. Il rating di una Partecipata Pubblica configurabile come “impresa”

Per questa tipologia di controparti vengono utilizzati MODELLI CORPORATE i cui elementi costituitivi sono solitamente rappresentati da una “sezione Quantitativa”, che processa con metodologie statistiche i dati numerici disponibili, nonché da una “sezione Qualitativa” che recepisce gli aspetti esperienziali non numerici della relazione tra banca e controparte. Fondamentale nell’assetto di un modello di rating è la ponderazione di queste due componenti, aspetto che in ogni caso è oggetto di attenzione da parte del Regulator in sede di validazione del modello stesso. Generalmente la componente quantitativa è preponderante, anche in ragione del fatto che – essendo basata su elementi oggettivi – lascia minor spazio alla discrezionalità di giudizio delle singole banche e quindi garantisce a livello di Sistema una maggior omogeneità di approccio alla valutazione del rischio. Le aree di analisi più frequentemente indagate nella Sezione Quantitativa sono –      il Bilancio (ultimo; ufficiale) –      la Centrali Rischi degli ultimi mesi –      altri fattori quali il peso del fatturato estero, la numerosità dei marchi/bre­vetti, ecc. Particolarmente rilevante è il peso della componente Bilancio, che viene indagata tramite ratios di bilancio differenti a seconda [continua ..]

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4. Il rating di una Partecipata Pubblica configurabile come “ente strumentale”

Come accennato in precedenza, si ritiene che il rating di un ente strumentale sia essenzialmente una “derivata” del rating dell’ente pubblico che lo controlla; pertanto è opportuno descrivere le logiche che le banche sono solite adottare per il rating assessment di COMUNI/PROVINCE/REGIONI. Anche in questo caso è frequente l’impostazione che vede la presenza di diverse sezioni valutative; per gli enti pubblici possiamo avere: ·      la sezione QUANTITATIVA, basata sull’informativa contabile, tenendo conto che negli enti pubblici coesiste una contabilità di tipo finanziario-autorizzativa e una contabilità economico-patrimoniale; ·      la sezione QUALITATIVA, basata su un opportuno questionario a risposte strutturate; ·      la sezione PAESE, per apprezzare i plus/minus correlabili all’ente pubblico superiore; ·      un assestamento del giudizio che coniuga gli esiti delle precedenti sezioni con i plus/minus esperienziali forniti da un operatore qualificato (es. titolare della relazione). La fonte dati della sezione QUANTITATIVA è prevalentemente costituita dal Rendiconto, documento contabile consuntivo redatto secondo principi di contabilità finanziario-autorizzativa. Sulla base del rendiconto vengono elaborati alcuni ratios ritenuti statisticamente significativi, [continua ..]

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5. Considerazioni conclusive

Alla luce degli approfondimenti svolti, ritengo di poter concludere che quando la Partecipata Pubblica è una SOCIETÀ il rating di tipo CORPORATE può ritenersi adeguato; occorrerà tuttavia tener in debito conto la caratterizzazione “pubblica” del soggetto esaminato, prevedendo nel rating assessment un puntuale sistema di notching up/down che rifletta l’influenza dell’En­te capogruppo. Per contro, quando la Partecipata Pubblica si configura come ENTE STRUMENTALE, appare opportuno che il suo rating sia fortemente ancorato a quello del Comune/Provincia/Regione controllante; si dovrà pertanto strutturare un sistema di downgrading fisso rispetto al rating dell’Ente Pubblico controllante, basato su criteri predefiniti.

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NOTE

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