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Assegno di mantenimento e assegno divorzile: il quadro normativo e giurisprudenziale di riferimento

Maria Giulia Salvadori, Professore Aggregato di Diritto Privato presso l’Università degli Studi di Torino

L’intervento illustra il quadro normativo e giurisprudenziale in materia di separazione e divorzio, avuto particolare riguardo alla quantificazione dell’assegno. In tale prospettiva di analisi, l’autore – dopo approfondita analisi delle norme di riferimento – illustra la posizione della giurisprudenza.

Maintenance and divorce allowance and divorce: the reference legal and jurisprudential framework

The paper illustrates the regulatory and jurisprudential framework within the context of separation and divorce, with particular regard to the quantification of the allowance. In this perspective of analysis, the author – after in-depth analysis of the regulatory standards – illustrates the position of the jurisprudence.

Keywords: separation – divorce – allowance

L’art. 156 c.c. prevede che il giudice nel pronunciare la separazione stabilisca a vantaggio del coniuge a cui la medesima non sia addebitabile, il diritto di ricevere dall’altro quanto è necessario al suo mantenimento, qualora non abbia adeguati redditi propri.

L’entità della somministrazione è determinata in relazione alle circostanze e ai redditi dell’obbligato.

Non venendo meno, durante la separazione, gli obblighi di solidarietà familiare e il dovere di contribuzione ai bisogni della famiglia in relazione alle proprie sostanze e alla propria capacità lavorativa, il coniuge economicamente più forte sarà tenuto a versare a quello più debole un assegno mensile. L’asse­gno costituirebbe, secondo una diffusa interpretazione, una forma affievolita dell’obbligo previsto dall’art. 143 c.c. [1].

La natura dell’assegno è fondamentalmente assistenziale, non essendo diretto a ricompensare il coniuge dell’impegno profuso durante la vita in comune, né ha lo scopo di attuare una ripartizione della ricchezza accumulata dalla famiglia durante il matrimonio.

Il parametro di riferimento per valutare l’adeguatezza dei mezzi del coniuge richiedente è, secondo giurisprudenza costante, il tenore di vita matrimoniale. Ma si avverte che il riferimento deve essere indirizzato non [continua..]

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