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Ne bis in idem. La questione dal punto di vista del diritto penale e punitivo degli abusi di mercato

Alessandra Rossi

PAROLE CHIAVE: ne bis in idem

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Sommario:

1. Il quadro normativo sovranazionale e nazionale: presentazione e percorsi esegetici. La ‘materia penale’ - 2. … e la presentazione della questione nel quadro della ricostruzione giurisprudenziale sovranazionale e nazionale ‘di rinvio pregiudiziale’ antecedente alla riforma di cui d.lgs. n. 107/2018, con un cenno alle connesse indicazioni dottrinali - 3. … e le decisioni della Corte di Cassazione - 4. … in conclusione


1. Il quadro normativo sovranazionale e nazionale: presentazione e percorsi esegetici. La ‘materia penale’

Appare opportuna una ricognizione del complesso normativo, eurounitario e nazionale (a mio vedere non poco ‘intricato’ e di non immediata, né pacifica applicabilità) che determina ed influenza la questione oggetto di queste riflessioni. 1.0. – Protagonisti sono gli illeciti di abuso di informazioni privilegiate e di manipolazione del mercato – attualmente nella nostra normazione interna ‘costruiti’ a due tipologie, quali illeciti penali ed illeciti amministrativi punitivi ‘sovrapponibili’ in un contesto sanzionatorio – costituenti una specifica e sistematica enclave punitiva a doppio binario, appunto penale e amministrativo, con norme sanzionatorie (per la persona fisica e/o giuridica), procedurali/pro­cedimentali e ‘regolatrici’ (Titolo I-bis, Parte V, d.lgs. 24 febbraio 1998, n. 58 e succ. mod., artt. 180-187-terdecies; il Titolo è costituito da cinque Capi, rispettivamente rubricati Disposizioni generali, Sanzioni penali, Sanzioni amministrative, Poteri della Consob, Rapporti tra procedimenti). Immediatamente evidenziandosi, quale importante – rectius, forse principale – indicatore del­l’opzione legislativa a doppio binario sanzionatorio incidente su un unico soggetto trasgressore, in deroga al principio generale di cui all’art. 9, comma 1, legge 24 novembre 1981, n. 689, Principio di [continua ..]

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2. … e la presentazione della questione nel quadro della ricostruzione giurisprudenziale sovranazionale e nazionale ‘di rinvio pregiudiziale’ antecedente alla riforma di cui d.lgs. n. 107/2018, con un cenno alle connesse indicazioni dottrinali

2.1. – Premesso che il delicato sistema del doppio binario sanzionatorio è stato da tempo ‘accusato’ (essenzialmente in dottrina) come a rischio compatibilità con il principio della extrema ratio che dovrebbe guidare il ricorso al diritto criminale, oltre che incoerente rispetto ai canoni della ragionevolezza e della proporzionalità dell’intervento penale, è utile portare all’attenzione in prima istanza una sintesi dei percorsi motivazionali, temporalmente modulati e diversificati nelle risultanze, assunti nelle pronunce conferenti. Nella sentenza Grande Stevens (Corte EDU, Sez. II, 4 marzo 2014) il ‘meccanismo’ è stato censurato in quanto incompatibile con la Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, risultando lesivo del diritto ad un equo processo (art. 6, par. 1, CEDU) e del principio del ne bis in idem (art. 4, punto 1, del Prot. n. 7), affermandosi come il sistema di repressione delle condotte contemplato dall’or­dinamento italiano (‘di allora’), alla luce delle nozioni di pena e di materia penale secondo gli Engel criteria, in relazione alle sanzioni amministrative non si esauriva in una funzione meramente ripristinatoria dell’or­dine finanziario violato, ma perseguiva uno scopo repressivo e afflittivo; con l’assunto avvalorato dal corredo normativo delle sanzioni accessorie interdittive e dal fatto che [continua ..]

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3. … e le decisioni della Corte di Cassazione

La Suprema Corte è intervenuta per la prima volta (per quanto consta), a seguito delle pronunce della Corte di Giustizia del 20 marzo 2018 avanti presentate), con la sent. 10 ottobre 2018, n. 45829 (caso Franconi). La sentenza è in linea con gli recenti approdi della giurisprudenza europea, applicandosi i principi di diritto elaborati all’esito del dibattito che ha coinvolto le Corti europee e quelle italiane, chiamate a decidere dei rapporti fra illecito penale e illecito amministrativo al cospetto del superiore canone del ne bis in idem. La decisione ha riguardato il delitto di manipolazione del mercato, con gli imputati precedentemente sanzionati in via amministrativa per l’illecito previsto e punito ai sensi dell’art. 187-ter d.lgs. n. 58/1998 e succ. mod. Va dato atto che la decisione si riferisce a fatti perfezionati prima delle modifiche alla normativa da parte del d.lgs. n. 107/2018. Gli imputati, dopo essere stati definitivamente sanzionati per la commissione dell’illecito amministrativo di manipolazione del mercato, sono stati condannati per il delitto di manipolazione del mercato, conseguentemente eccependo, fra gli altri motivi di doglianza, la violazione del principio del ne bis in idem (evocando in proposito i riferimenti normativi degli artt. 649, comma 4, c.p.p. e art. 4 par. 1, Prot. n. 7 CEDU, 50 CDFUE/Carta di Nizza). Un punto fisso, ormai non revocabile in dubbio, è [continua ..]

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4. … in conclusione

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